Il 17 marzo 1844 veniva costituita ufficialmente la Società Ginnastica Reale di Torino, la prima d'Italia, e il 18 agosto dello stesso anno si inaugurava la prima palestra d'Italia, tra il Viale del Re ed il Valentino, allo scopo di << promuovere - come recita lo statuto - nel miglior modo possibile gli esercizi ginnastici nella Capitale e nelle Province in ogni classe di persone >>.

In seno alla S. G. R. bisogna inserire la primitiva attività di scherma; infatti nel 1845, venne proposto un vero e proprio corso. L'anno successivo il Conte Ricardi di Netro trovava in zona Valdocco un locale dedicato esclusivamente alla scherma. Nel 1879, sotto la presidenza del Gen. Conte Colli di Felizzano, veniva fondato a Torino il Club Scherma, per opera di un gruppo di gentiluomini del tempo, con la partecipazione dei Principi di Casa Reale e si stabiliva la sede nel Palazzo Thaon di Revel - in via dell’Ospedale 24 - ora via Giolitti. Dopo la ginnastica ed il canottaggio, in Piemonte prendeva vita ufficialmente anche la scherma.

Le Olimpiadi dei primi decenni del Novecento furono la grande occasione e il luogo privilegiato per la verifica dei valori in campo. Un socio di rilievo del Club, Paolo Ignazio Thaon di Revel, campione d'Italia nel 1920 e nel 1921, conquistò la medaglia d'oro nella spada a squadre alle Olimpiadi di Anversa del 1920, insieme a Nedo e Aldo Nadi, Abelardo Olivier, Dino Urbani e Tommaso Costantino. Paolo Ignazio Thaon di Revel, anche dopo la giovanile stagione atletica continuò il suo appassionato impegno nel mondo dello sport, tanto che in qualità di delegato italiano del CIO fu promotore dei giochi olimpici di Roma (1960).

Sempre nella spada, alle Olimpiadi di Parigi del 1924, era medaglia di bronzo l'ingegnere Giovanni Canova, in squadra con Bertinetti, Cuccia, Basletta, Mantegazza e Moricca. Nella stessa Olimpiade conquistava la medaglia d'oro nella sciabola a squadre anche un altro socio, il maggiore Renato Anselmi, che si sarebbe distinto nella stessa specialità con due nuove medaglie d'argento, ad Amsterdam nel 1928 e a Los Angeles nella X Olimpiade del 1932.

Il Club, nel corso della sua storia, affrontò momenti di difficoltà che furono però sempre brillantemente superati e permisero di consolidarne la struttura e rafforzarne il prestigio.

Negli ultimi decenni dell'800 i problemi riguardavano essenzialmente il reperimento degli spazi adatti alle gare, l'istituzione di incontri e di tornei, la scelta dei maestri e, non ultimo, nel 1933 il reperimento di giovani nei ruoli dirigenziali. Il presidente marchese Ferrero di Ventimiglia, dopo essere stato in carica 19 anni, diede le sue irrevocabili dimissioni e a sostituirlo fu il prof. Achille Mario Dogliotti, celebre chirurgo torinese, socio dal 1924 e campione piemontese di fioretto negli anni '28-'30. Il neo neoeletto contribuì a consolidare le fortune del Club e in seguito occupò la carica di presidente dal 1938 al 1956.

Il vero e drammatico problema furono le bombe della seconda guerra mondiale: la sede di via Ospedale fu colpita, le strutture e le attrezzature furono distrutte e la Società di fatto dispersa.

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