Ma ecco il 1953. La vecchia "Palazzina delle Glicini", proprietà del Comune di Torino, un edificio carlalbertino di elegante fattura neoclassica, ubicato nel Parco del Valentino, fu strappata al polveroso oblio e venne restaurata, ampliata e trasformata opportunamente dall'architetto Aldo Morbelli.
Il CONI, a proprie spese, attrezzò la palazzina per farne un centro schermistico all'avanguardia, creando anche i campi da tennis e la piscina, tutt'ora esistenti, e la consegnò al Comune di Torino.

Nel dopoguerra, con l'appoggio dell’èlite cittadina, degli Agnelli, dei Focardi, dei Treves e con l'impegno dei vecchi soci quali il professor Dogliotti, il conte Gabrielli di Quercita, lo sciabolatore Filogamo, l'intramontabile maestro Colombetti, ed il conte Thaon di Revel, si gettava il seme di una vera e propria rinascita che in breve tempo avrebbe prodotto successi e nuovi allori.

Sul piano tecnico si puntava in alto: il direttivo del Club, con l'aiuto della Federazione di Scherma, ingaggiava uno dei più famosi maestri, l'ungherese Bela Balogh, che assumeva la direzione del circolo affiancato dal suo fortissimo allievo Mikla e consigliato dal vecchio, ma sempre lucido e valido, Colombetti.
L'altissimo livello didattico e il carattere internazionale erano confermati dall'apporto delle migliori lame d'Europa, fior di maestri che forgiavano i nuovi campioni: oltre a Balogh, il maestro per antonomasia che insegnava con uguale bravura il fioretto, la spada e la sciabola, era ungherese anche il maestro Janos Kevey, chiamato a Torino, insieme a Dario Mangiarotti, dal presidente Masciotta negli anni Sessanta, per rinnovare i ranghi e dare un'impronta di modernità alla scuola; polacco invece il maestro Egon Franke, a cui veniva affidato il settore del fioretto sino alla stagione 2004 - 2005.

In questo contesto di accesa e vivace competizione tra le varie società del paese, il Club Scherma Torino si affermava conquistando 11 scudetti tricolori e altrettanti Trofei "Nedo Nadi": un record impareggiabile ed un vero e proprio dominio dal 1957 al 1968, interrotto solo nel '59 dallo scontro tra il presidente Masciotta e il maestro Balogh, culminato dall'allontanamento di quest'ultimo.

Ma veniamo a Roma 1960. Finalmente, dopo il fallito tentativo del 1908, Roma riusciva ad ospitare il grande evento sportivo che più si rifaceva alla memoria del mondo antico. Le pedane olimpiche del Palazzo dei Congressi all'Eur divengono così il palcoscenico dei grandi della scherma mondiale e delle loro imprese.
Per Giuseppe Delfino, il campione per eccellenza del Club di Torino, che ha ormai 39 anni ed è sulla breccia da un decennio, quella di Roma è l'ultima possibilità per conquistare la medaglia d'oro nella spada individuale, dopo essersi piazzato secondo alle spalle di Pavesi a Melbourne '56 e, proprio a Roma, sale sul gradino più alto del podio sia nella spada individuale sia nella spada a squadre.

Il Club Scherma Torino quindi, a quasi 140 anni di vita, rappresenta un centro di interesse sportivo di eccellenza per la Città e, nel ripercorrere la propria storia, può vantare non solo il grande prestigio di cui gode in Italia e in Europa ma anche successi e riconoscimenti a tutti i livelli. Il Club Scherma Torino tra gli allori può contare 27 medaglie olimpiche, 43 mondiali, 50 ori conquistati nei Campionati Italiani a squadre e 35 nei Campionati Italiani individuali. Il palmares vanta ben 8 titoli olimpici e 22 mondiali.
Sulle sue pedane hanno gareggiato atleti del calibro di Giuseppe Delfino, che ha svolto anche un ruolo di Presidenza, di Giorgio Anglesio e di Cesare Salvadori e si sono forgiati molti azzurri quali Nicola Granieri, Mario Ravagnan, Roberto Chiari, Arturo Montorsi, Mario Vecchione, Carlo Calzia e Francesco Rossi, per citarne alcuni. In campo femminile spiccano, tra gli altri, i nomi di Vannetta Masciotta, Consolata Collino e Laura Chiesa.

Il Club Scherma Torino è annoverato tra le “Società Storiche Sportive Italiane”. Il 22 giugno 1967, il Club è stato insignito della Stella d'Oro al Merito Sportivo del Coni e il 17 dicembre 2008 del Collare d'Oro al Merito Sportivo, massima onorificenza del CONI. Dal dicembre 2006 il Club è stato designato dalla F.I.S. “Centro Federale di fioretto per il Nord Italia”; inoltre, per la prima volta, gli è stata affidata l'organizzazione di una tappa della “Gara Nazionale Master delle sei armi”, che i vertici del Circolo torinese hanno deciso di dedicare al loro Vicepresidente recentemente scomparso, Cav. Mario Ravagnan.

Il Club subalpino è presieduto, dal 2003 ad oggi , dall'azzurro di sciabola Mario Vecchione, suo 15° presidente.

Nella stagione agonistica 2005/2006 ha organizzato al Palaruffini i Campionati Italiani Assoluti, individuali ed a squadre. In occasione dei Campionati del Mondo di Scherma (Torino 2006) ha ospitato gli allenamenti collegiali delle squadre nazionali italiana e spagnola.

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